Adotta un cane

By | February 12, 2016

Adottare un cane dal canile è una scelta nobile

I canili delle nostre città sono pieni di dolci cagnoloni desiderosi d’affetto ed è inutile spendere centinaia di euro solo per poter dire <Ecco, ho un cane di razza e con il pedigree>.
Non c’è niente di più gratificante che compiere un gesto d’amore verso un animale sfortunato e che ha bisogno di attenzioni e tante tante coccole, perché ha alle spalle una triste storia che narra di maltrattamenti e persecuzioni.
Consiglio a tutti coloro che hanno intenzione di adottare un cane, di rivolgersi al canile della loro città perché è un’esperienza bellissima portare a casa un amico sfortunato ed è altrettanto sorprendente notare, come giorno dopo giorno, il cane si affezionerà sempre di più a chi lo ha preso in custodia.
Ho vissuto in prima persona quest’esperienza che mi ha arricchito e mi ha reso consapevole che non sarebbe valsa la pena acquistare un cane di razza quando anche un meticcio, indipendentemente dalle dimensioni e dall’età, può diventare un amico sincero che non chiede null’altro che una cuccia calda e tanto affetto.
Sapevo a priori che l’adozione di un cane avrebbe quasi sconvolto la mia vita a livello di vacanze, di oneri economici e di impegni in genere, ma gli occhioni lacrimevoli di quelle bestiole ritrovate tra l’immondizia o ai bordi delle strade di periferia, mi inspiravano emozioni forti ed è così, che sei mesi fa, ho deciso di fare il mio ingresso al canile municipale della mia città.

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Ho visitato decine di gabbie dove cani di ogni dimensione abbaiavano come per dirmi < Scegli me, ti prego. Portami a casa tua e sarò per te un amico sincero>
Vorrei poter raccontare di aver fatto una scelta intelligente, di aver accuratamente scelto la bestiola che più si adattasse alle mie esigenze, di aver preso del tempo per pensarci prima di portare a casa uno di quegli animali e…invece no.
Il mio è stato amore a prima vista e lo sguardo si è concentrato su di una cagnetta pelosa e riccioluta che si era rintanata in un angolo della gabbia, tremante ed impaurita.
L’addetto che mi accompagnava l’ha presa delicatamente in braccio e mi ha raccontato la sua storia.
Era stata trovata tremante e malconcia sotto una macchina con una corda ancora stretta al collo come se qualcuno l’avesse trascinata.
Era spaventatissima e aveva continuato a mantenere il suo comportamento anche durante i tre mesi di ricovero nel canile, infatti, non era stata ancora adottata da nessuno perché avevano timore che non si ambientasse o avrebbe creato problemi.
In quel momento esatto ho dato un nome a quella cagnetta e ‘MIA’ oggi è da sei mesi al mio fianco, dopo aver compilato un modulo nel quale sottoscrivevo di adottarla, di non cederla mai a terze persone e di non abbandonarla mai.
Vi assicuro di aver fatto la scelta migliore della mia vita!